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Il viaggio abruzzese di Gadda
"Alti monti, con disegno e nomi d’una gravità chiara ed antica, circonvènnero me transpadano dagli orecchi pieni di pizzi, corni e bocchette. Andavo, prigione muto, dentro le mura de’ Marsi, che serrano fra spalti di duemila metri il pianalto fucense: Monte Bove, il Greco, il Sirente, il Velino. Contro le radenti luci della sera, la groppa nevosa e lontana della Maiella. Avezzano non aprì al mio sgomento il tempio del dio bifronte, terminale e frugale: levò la rifatta ossatura della chiesa (in calcestruzzo armato, con capriate di ferro) che nessun telegramma plutonico riescirà mai ad abbattere." (Tratto da: "Un romanzo giallo nella geologia").
Nel 1934 Carlo Emilio Gadda fu inviato speciale in Abruzzo per la "Gazzetta del Popolo" di Torino. Le sue visite in terra d'Abruzzo ispirarono per 6 volte la Terza pagina del quotidiano torinese, mentre il settimo testo giornalistico-letterario derivato dal viaggio abruzzese fu pubblicato quasi dieci anni dopo nel volume "Gli Anni" con il titolo "Verso Teramo".
Per inciso, la Terza pagina fu una invenzione tipicamente "italiana", adottata per la prima volta nel 1901 dal Giornale d'Italia con la pubblicazione della "Francesca da Rimini" di D'Annunzio, nata per controbilanciare lo sciatto stile di scrittura che imperversava nelle testate giornalistiche e giustificava la radicale presa di distanza dal giornalismo da parte dei letterati italiani.
Carlo Emilio Gadda ed i suoi reportage sull'Abruzzo, infatti, si inquadrano anche in quel contesto storico-critico dove si discute della relazione letteratura-giornalismo, quando al giornalismo veniva negata qualsiasi dimensione estetica, utilizzo di tecniche narrative ed espressioni artistiche.
Il viaggio di Gadda in Abruzzo nel lontano 1934 e la produzione giornalistico letteraria che ne deriva, sembrano anticipare di un trentennio la rivoluzione del "New Journalism", il movimento che a partire dai primi anni Sessanta si diffonde dagli Stati Uniti, che attraverso l'utilizzo di tecniche letterarie reinventa lo stile giornalistico e annovera tra i suoi protagonisti Tom Wolfe, Norman Mailer, Truman Capote, Terry Southern e Gay Talese.
I sei testi sull'Abruzzo pubblicati per la prima volta nella "Gazzetta del Popolo" sono:
1. "La filovia del Gran Sasso d'Italia" (Occhiello: Visioni d'Abruzzo) pubblicato il 13 novembre del 1934 conteneva quattro sottotitoli: Il bastione della solitudine, Ingranaggio perfetto, Le tre stazioni, Ardimento d'una impresa. Successivamente il titolo fu modificato in "La funivia della neve";
2. "Apologo del Gran Sasso d'Italia" pubblicato il 22 novembre del 1934;
3. "Fatti e miti della Marsica nelle fortune dei suoi antichi padroni" pubblicato il 4 dicembre 1934 conteneva i seguenti sottotitoli: Le sorelle abbadesse, Poca memoria di Celano, La ribalta della montagna, I Colonna a Tagliacozzo;
4. "Un romanzo giallo nella geologia" pubblicato il 23 dicembre del 1934 con il seguente sommario: Un sogno di Cesare fatto realtà, Le coltivazioni si distendono sul fondo del Lago dei Marsi, Il Fucino chiuso entro spalti come una cisterna, ed i seguenti sottotitoli: Campagna marsica, Opera misteriosa e sacra, La groppa rosa della Maiella, Percussione delle folgori;
5. "Genti e terre d'Abruzzo" (Occhiello: Incontri dell'autocorriera), pubblicato il 19 febbraio del 1935 con quattro sottotitoli: Compagni di viaggio, Ingresso in città, Ombre lunghe al tramonto, Il capoluogo della terra scoscesa;
6. "Antico vigore del popolo d'Abruzzo" (Occhiello: Sosta all'Aquila), pubblicato il 28 marzo 1935 con i sottotitoli: Capegli e voci nel vento, Scendono le vecchie mura..., I colori della rupe: rosa e avorio. Successivamente il titolo fu modificato in "Le tre rose di Collemaggio".
I sei testi sull'Abruzzo sono stati successivamente raccolti in un volume pubblicato nel 1939 dalle edizioni "Parenti" con il titolo "Le Meraviglie d'Italia", assieme ad altri 21 scritti.
Carlo Emilio Gadda, nato a Milano nel 1893, rimase nella città natale fino al compimento degli studi di ingegneria. Partecipò volontario alla prima guerra mondiale, dove esperienze di combattimento, sconfitta e prigionia ispirarono il "Giornale di guerra e di prigionia", pubblicato successivamente nel 1955. Rientrato a Milano ed ottenuta la laurea in ingegneria elettrotecnica, negli anni Venti svolse la professione di ingegnere in Italia e all’estero, collaborando nel frattempo alla rivista fiorentina «Solaria». E presso le edizioni Solaria pubblicò la prima raccolta di racconti e prose varie dal titolo "La Madonna dei filosofi" (1931) e la sua seconda raccolta di racconti "Il castello di Udine" (1934), per la quale ottenne il premio Bagutta. Gadda si impose come una delle grandi personalità letterarie del Novecento italiano con le opere pubblicate a partire dagli anni Quaranta.
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