L'arte della ceramica di Castelli
Tra i borghi più belli d'Italia, Castelli è un piccolo comune di soli 1274 abitanti, situato a 500 mt di altezza alle pendici del Monte Camicia, nello splendido comprensorio del Parco Nazionale del Gran Sasso.
Da secoli nota per la produzione di ceramiche, come testimoniano il Museo delle Ceramiche e le numerose scuole artigiane come l'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica, Castelli attrae numerosi turisti durante tutto l'anno che si recano a visitare le tante botteghe artigiane sparse nelle vie cittadine.
In agosto, la città diviene un vero museo all'aperto della ceramica, in cui è possibile ammirare la varietà della produzione artistica di Castelli, che va dalle raffinate collezioni in oro zecchino, in stile antico, agli utensili e alle stoviglie di tutti i giorni, decorate dai classici “fioracci”.
Di antica tradizione, l'arte della ceramica smaltata fu introdotta a Castelli dai monaci benedettini nel 1100 c., ma solo intorno al 1400 la città conosce un vero sviluppo economico e perciò urbanistico. Fin da allora, Castelli si distinse per l'introduzione di metodi di lavorazione innovativi, e per la combinazione di tecniche che rendessero più economica la produzione, di certo favorita dall'abbondanza di legname (per la cottura delle ceramiche) e delle materie prime come l'argilla e i corsi d'acqua (dalla cui macinazione a mulino si otteneva la polvere stannifera bianca per lo smalto).
Gli scavi archeologici effettuati nelle fornaci dell'epoca, testimoniano l'utilizzo della “tecnica dell'ingobbio” un metodo di intonacatura della ceramica con un impasto terroso e liquido, successivamente colorato e graffito. In quella che non era la produzione maiolica “di lusso”, l'uso dell'ingobbo sotto lo smalto, ne permetteva un notevole risparmio, e rendeva più bianca la maiolica.
Grazie alla tecnica del forno “a respiro” venivano riutilizzati i gas di scarico bruciati, risparmiando sull'impiego della legna, mentre l'idea di dipingere e rifinire solo il lato frontale dei vasi da farmacia per esempio, riduceva di molto i tempi di realizzo dei prodotti stessi.
A tutela e promozione dell'arte ceramica di Castelli, oggi il Consorzio del Centro Ceramico Castellano raccoglie e certifica tutti i ceramisti ancora operanti (tel. 0861 979121). Mentre a livello industriale si provvede per lo più al fabbisogno estero, numerosi sono gli artigiani a cui è possibile commissionare ceramiche personalizzate, di alto valore artistico.
Una gita a Castelli, a soli 17 km dall'uscita autostradale di San Gabriele sulla Teramo-Roma, può essere occasione per una visita al Santuario del Santo, o per escursioni guidate e trekking sul versante orientale del Gran Sasso.
Per maggiori informazioni sul Museo delle Ceramiche è possibile telefonare direttamente allo 0861 979398, o al Municipio di Castelli 0861 979142.
Da non tralasciare, una visita alla Chiesa Madre di Castelli, dove è possibile ammirare l'altare in maiolica di Francesco Grue del 1647, una croce di argento medievale, e un gruppo ligneo policromo del Duecento.
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