Le strade del vino: itinerari alla scoperta dell'enoturismo in Abruzzo
Tra gli itinerari turistici più apprezzati in una regione che ha come punti di forza l'enogastronomia e la natura, ci sono sicuramente le Strade del Vino d'Abruzzo.
Sei sono gli itinerari enoturistici che attraversano la regione, segnando dei percorsi alla scoperta di cantine e vigneti, immersi in un paesaggio naturalistico e rurale dove la produzione del buon vino si sposa con la buona cucina:
Strada del Vino di Controguerra,
Strada del Vino Colline del Ducato,
Strada del Vino Tremonti e della Valle Peligna,
Strada del Vino Colline Teatine,
Strada del Vino Colline Aprutine, e la
Strada del Vino Tratturo del Re.
Si narra che quando Annibale arrivò nelle terre di confine tra l'Abruzzo e le Marche, trovò tanto di quel vino da abbeverare tutte le truppe e lavare i cavalli.
Mentre nel passato le uve abruzzesi erano utilizzate come taglio per i vini di altre regioni, oggi l'Abruzzo, regione verde d'Europa, vanta dei vitigni d'eccellenza, prodotti come DOC in gran parte del territorio regionale: il Montepulciano rosso, e il Trebbiano.
L'Abruzzo ha visto nascere la sua prima DOC nel 1968, il Montepulciano, un vino asciutto e corposo che in alcuni casi ha una buona predisposizione ad un invecchiamento moderato. Dal Montepulciano si ottiene anche il Cerasuolo, che è un vino leggero e di pronta beva, che viene vinificato a contatto con le bucce. Dal Trebbiano si ottengono la maggior parte dei vini bianchi, che sono generalmente leggeri e profumati. Altri vitigni sono i classici internazionali come Chardonnay, Pinot e Riesling (tra quelli a bacca bianca), Cabernet, Merlot e Pinot Nero (tra quelli a bacca rossa), affiancati da vitigni locali come la Passerina e il Pecorino (a bacca bianca).
Grazie al progetto dell'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo (finanziato con fondi comunitari nell'ambito del Programma Operativo Monofondo 1994/96), all'intervento di associazioni quali il Movimento del turismo del Vino e l'Associazione Nazionale Città del Vino, l'enoturismo in Abruzzo è in continua crescita e sempre più numerose sono le guide, le attività promozionali, e la segnaletica stradale che invitano a scoprirlo.
Per gli amanti del buon vino e dell'olio di qualità, della buona tavola e dei sapori tradizionali, una rassegna dei percorsi di degustazione dei vini abruzzesi, per scoprire, nel modo migliore, la natura e i piaceri del territorio.
LA STRADA DEL VINO DI CONTROGUERRA
Questa strada prende il nome dal vino che vi si produce: il vino DOC Controguerra, che riunisce le produzioni vitivinicole dei comuni di Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli e Colonnella.
Per chi ama il mare, partenza dal litorale, da Alba Adriatica, una moderna e giovane località fino ad arrivare a Martinsicuro, per una visita all'antico Torrione (1457).
Spostandosi di soli 7 km verso l'interno, su un bel colle ricco di vigneti ed uliveti, si erge Colonnella, città del vino con le aziende Lepore, e la Cantina Sociale di Colonnella. Al centro storico si accede attraverso una caratteristica scalinata simbolo della città; da vedere, oltre al Palio delle Contrade di Ferragosto, la Torre dell'Orologio, edificata nel XIV sec. e lo stupendo Palazzo Pardi del XVIII sec., recentemente restaurato.
Proseguendo verso ovest si arriva a Controguerra situata a 267 m. s.l.m., una città che conserva diverse testimonianze del suo splendore medievale come l'antico Torrione del 1279 e il Palazzo Ducale, la Chiesetta di S. Francesco con la Statua Lignea di S. Antonio da Padova. Se i segreti della lavorazione dei coltelli sono ancora preservati nelle botteghe artigianali, il Museo della Civiltà Contadina (Frazione di San Giuseppe Lavoratore, tel: 0861 856630), permette di conoscere da vicino i vecchi mestieri. Oltre alle cantine Camillo Montori e Monti, Controguerra è sede di una delle aziende “storiche” della regione, la Dino Illuminati, conosciutissima a livello internazionale e nota soprattutto per il rosso Lumen. Le sagra eno-gastronomiche di luglio-agosto, rappresentano un'ottima occasione per degustare tutta la produzione vitivinicola di Controguerra.
Tappa successiva, Corropoli, cittadina compresa nel Ducato di Spoleto e, successivamente, nel Regno delle due Sicilie, conserva pregevoli testimonianze artistiche come la Statua di terracotta del 1400 conservata nella Chiesa Madre raffigurante la Madonna della Consolazione. Il Palio delle Botti, il 6 e il 7 di agosto, portano ogni anno la città indietro nel tempo così come il villaggio di Ripoli, a circa 1 km a nord, con le sue capanne e i resti risalenti a 5500 anni fa conservati nel Museo Nazionale di Antichità di Chieti, ed in quello di Ancona. Il vino è invece protagonista della sagra “Borgo Di vino”.
Passando per Nereto, florido centro industriale, si arriva a Torano con i vini delle cantine Barone Cornacchia, Cantine del Palazzetto, e Pepe, tra le etichette più vendute in occasione della frequentatissima sagra di paese di metà agosto.
Da qui, si prosegue verso una meta della shopping e degli acquisti a buon prezzo nei numerosi outlet aziendali: S. Egidio alla Vibrata, il distretto industriale più importante della zona, tanto che, anni fa, il Times di Londra, citava la Vibrata Valley come esempio di efficienza e laboriosità. Una visita alla vecchia chiesa Parrocchiale, sita sui resti dell'insediamento longobardo, permette di vedere un pregevole Portale del 1524.
Da non perdere, una visita all'antica Fortezza di Civitella del Tronto, ultimo baluardo della dominazione borbonica in Italia, possiede un patrimonio storico-artistico di grande interesse: la duecentesca Porta Napoli, la Parrocchiale di S. Lorenzo del 1500 e la Chiesa di S. Francesco, in una cornice di Palazzetti quattro-seicenteschi, chiesette tardo romaniche o rinascimentali.
Il percorso naturalistico prosegue lungo la S.S. 81, verso la Montagna dei Fiori e quella di Campli, all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, mentre con soli 11 km si arriva a Teramo, con numerose testimonianze storiche-artistiche: l'Anfiteatro del III e IV sec., il Teatro romano del 30 a.c., il Mosaico del Leone e soprattutto la Cattedrale di S. Berardo che conserva il meraviglioso paliotto d'argento di Nicola da Guardiagrele (1433).
LA STRADA DEL VINO COLLINE DEL DUCATO
La strada prende il nome dell' antico Ducato di Atri e corre lungo le sponde dei fiumi Tordino e Vomano, tra le basse colline dei vitigni Montepulciano e Trebbiano toscano ma, anche, del Moscato, dello Chardonnay e della Passerina - vitigno autoctono le cui uve a bacca bianca si prestano alla produzione di vini di lunga maturazione. Partendo dal porto mercantile e militare di Giulianova, con i numerosi pescherecci, e dal frequentatissimo lido balneare, si sale verso la parte alta della città, arroccata sul colle, che conserva opere artistiche di notevole pregio, quale il Duomo di S. Flaiano (1470), il Convento dei frati Cappuccini con il Santuario della Madonna dello Splendore. Per quanto riguarda i vini, le etichette da ricordare D’Angelo, Di Giovanpietro, e Faraone. Riprendendo la S.S. 80, la Strada del vino Colline del Ducato prosegue a sinistra in direzione Morro d'Oro e Notaresco per giungere a Mosciano S. Angelo. Fiorente distretto del mobile, fondata nell' 897 dai frati Benedettini, nel 1397 divenne feudo sotto Andrea Matteo Acquaviva, Duca di Atri come testimonia la Torre civica in cotto con barbacani e merlature. Interessante anche la Chiesa Madonna del Rosario per la struttura circolare ed il rivestimento in cotto XIX sec. Tappa successiva è Notaresco (cantina Bruno Nicodemi), importante centro agricolo raccolto intorno all'interessante Civitello (cittadella fortificata). Giunti a Roseto degli Abruzzi, animato e moderno centro balneare, antico borgo di pescatori con la Chiesa dell'Annunziata ricca di opere d'arte, tra cui una Croce d'argento cinquecentesca. Dalla frazione di Montepagano, una vera e propria terrazza sul mare, si ha una vista eccezionale sul litorale. Per quanto riguarda i vini, ricordiamo Casal Thaulero, Di Nicola, Orlandi Contucci Ponno, e Scialletti di Castellotti. Tra Roseto degli Abruzzi e Silvi, lungo la S.S. 16 Adriatica che costeggia il mare si vede la Torre di Cerrano (XVI secolo), un tempo punto di avvistamento del nemico ed oggi avanzato Laboratorio di Biologia Marina. A soli dieci chilometri, Atri con i suoi calanchi, formazioni argillose sul Colle della Giustizia che ricordano il terreno lunare. Ad Atri nacque l'imperatore Adriano che la rese un'importante colonia dell'impero romano. La città fiorì nel medioevo e nel rinascimento divenne uno dei centri culturali e artistici più importanti d' Abruzzo, come testimoniano la Cattedrale di S. Maria Assunta (1223) con l'imponente Campanile alto 54,50 m. con bifore e ciotole maiolicate opera di Antonio da Lodi (fine del '400) e gli Affreschi del Coro, il più grande ciclo pittorico del Rinascimento abruzzese, opera di Andrea de Litio (1450). Splendide le vedute da Atri dell'orizzonte adriatico e, dell'imponente catena del Gran Sasso e della Maiella.
LA STRADA DEL VINO TREMONTI E VALLE PELIGNA
La Strada del vino Tremonti e Valle Peligna tocca le uniche zone montane a produzione vinicola. Le più note sono l'area di Ofena, ai piedi del Gran Sasso, che è definita il "forno d'Abruzzo" per il suo microclima, e la conca Peligna, già citata dal conterraneo Publio Ovidio Nasone come la culla del vino abruzzese. La Strada del vino Tremonti e Valle Peligna, parte dalla provincia di Pescara, per giungere alla Valle Peligna attraverso le gole di Tremonti. Lungo il percorso, ricco di splendidi paesaggi e reperti artistici, si vedono le coltivazioni di Montepulciano (un tempo chiamato Torre de' Passeri), di Moscato bianco e dei vitigni a bacca bianca, quali il bombino, trebbiano toscano e la malvasia. Tra le cantine, il maggior produttore vitivinicolo è l'Azienda Agricola Ciccio Zaccagnini. La città di Pescara rappresenta il centro economico e mondano dell'Abruzzo, con eleganti osterie e botteghe artigiane sulla sponda sud del fiume. Da vedere, la casa natale del poeta Gabriele D'Annunzio, che ospita l'omonima fondazione, e quella dello scrittore Ennio Flaiano in corso Manthoné. Di notevole interesse il Museo delle Genti d'Abruzzo, conserva corredi pastorali, tholos (abitazioni tipiche dei pastori), manufatti scolpiti nel legno e nella pietra, e oggetti sacri delle popolazioni locali (orario 16,30-20,30 chiuso il lunedì. Tel. 085/4283517). Da qui, si raggiunge a piedi il Museo Basilio Cascella per ammirare undici stanze piene di tele, litografie, sculture e ceramiche appartenenti alla famiglia Cascella. Tra le manifestazioni di rilievo che si tengono a Pescara, la festa di S. Andrea, organizzata dalla marineria pescarese l'ultima domenica di luglio con processione in mare e grande festa notturna nei pressi del porto e del Museo Ittico, e il Palio dei Gonfaloni su imbarcazioni a remi con la gara tra le marinerie abruzzesi. Non molto distante, si trova Alanno, fondata nell' 849 con la sua cinta muraria, l'antico castrum, le torri quadre e cilindriche medievali. Verso nord, incontriamo Torre de' Passeri, chiamata così per una vecchia torre di avvistamento che oggi non c'è più, mentre permane l'antico Castello dell'anno Mille. Nelle vicinanze, Scafa, e Manoppello, tappa importante del turismo religioso con il volto santo di Manoppello. A 10 chilometri da Torre de' Passeri, vicino al casello autostradale della A25, si trova l' incantevole Abbazia di S. Clemente a Casauria (purtroppo danneggiata dal recente terremoto) esempio di rilevanza nazionale di architettura romanico-gotica, tra i monumenti più visitati d'Abruzzo. Attraversando la Valle dell'Orta, si raggiungono Caramanico Terme, noto centro termale, e Sant'Eufemia, da dove partono i sentieri montani che conducono al cuore del Parco Nazionale della Maiella. Dopo una breve sosta a Bolognano, merita una visita il Castello voluto da Federico II di Tocco da Casauria, paese d'origine di quello che è stato definito il più grande pittore d'Abruzzo, Francesco Paolo Michetti. Tocco è nota anche per la produzione della famosissima Centerbe, liquore ricavato dalla distillazione di numerose erbe, e di squisito olio di oliva. Reimmettendosi sulla Tiburtina Valeria, attraversando la riserva naturale di Monte Rotondo in prossimità delle famose gole di Tremonti, si trova a destra il bivio per Ofena, l'antica Ofinium con il classico impianto medioevale, le Mura, le Porte e il Palazzo Baronale. Da qui, si può dirigersi verso Popoli o l'Aquila. In direzione Popoli, si entra nella Valle Peligna. Prima sosta, Raiano, con la stupenda Basilica Valvense o di S. Peligno, edificata per la prima volta nel V sec. d. C. e ricostruita in forma romanica intorno al 1120. Da Raiano, percorrendo le verdeggianti Gole di S. Venenzio ed imboccando la direzione di Castel Vecchio - Molina si raggiunge il Parco Regionale del Sirente-Velino. Ridiscendendo per otto chilometri ad est verso Pratola Peligna, val bene una sosta la bellissima Sulmona, centro d'arte e di cultura, ospita prestigiose istituzioni culturali e musicali, come il Teatro Comunale in stile liberty, e il complesso formato dall'unione del Palazzo dell'Annunziata e della Chiesa dell'Annunziata. Fiore all'occhiello della città è l'Acquedotto duecentesco con 21 arcate ogivali che chiudono la centrale Piazza Garibaldi e terminano con la rinascimentale Fontana del Vecchio. Percorrendo altri 30 km si arriva ad Anversa degli Abruzzi ed a Cocullo, da dove si giunge facilmente nel Parco Nazionale d'Abruzzo, e proseguendo per altri trenta minuti, a Roccaraso e Pescasseroli che insieme a Rivisondoli e Castel di Sangro sono attrezzatissime località sciistiche e di villeggiatura. Da Ofena, invece, in direzione L'Aquila, si incontrano i paesi di Calascio – con la sua fiabesca Rocca, ambientazione di molti film tra cui Lady Hawk) - Castel del Monte, e S. Stefano di Sessanio tutti splendidamente conservati e degni di una lunga sosta. Percorrendo la S.S. 153, si arriva a l'Aquila in poco meno di mezz'ora d'auto, passando per Civitaretenga e Navelli, famosa piana nota per la produzione del prezioso zafferano, spezia ricavata dalle stimme del delicatissimo fiore raccolto a mano prima dell'alba, che necessitando di condizioni climatiche molto particolari è prodotto solo in questa zona d'Italia.
STRADA DEL VINO COLLINE TEATINE
La Strada del Vino delle Colline Teatine parte da Pescara e arriva nella provincia di Chieti (tra le provincie italiane in cui si produce più vino), attraverso uno splendido percorso tra campagne, vigne e paesi medio-piccoli. Dopo aver visitato Francavilla a mare, e il suo Castello cinto da sette torri, la Strada del Vino delle Colline Teatine può prendere due diverse direzioni: salire verso Chieti (con una piccola deviazione per S. Salvatore per ricongiungersi alla vecchia strada che collegava la città al litorale), oppure procedere verso Ripa Teatina. L'itinerario verso Chieti, permette di scoprire una vasta provincia, a 330 metri sul livello del mare, adagiata fra la Maiella ed il Gran Sasso ma a poca distanza dal mare. Qui si trovano la sede della Soprintendenza Archeologica ed il Museo Archeologico d'Abruzzo (orario 9-19 tutti i giorni; info: tel. 0871/331668) che vanta la più importante raccolta archeologica della regione sulla civiltà romana e italica: centinaia di reperti preistorici rinvenuti nelle grotte delle montagne abruzzesi e nelle necropoli del IX e IV secolo a. C., oltre ad una collezione di 15 mila monete dal periodo preromano al secolo scorso. Simbolo della ricchezza del museo è il famoso ed imponente Guerriero di Capestrano del VI secolo a. C.. Le cantine più note della zona sono sicuramente la Cantina Tollo, nell'omonimo paese, e l'Azienda Agricola Masciarelli, a S. Martino della Marruccina. Da Chieti è molto facile arrivare a Bucchianico, per godere di un bel panorama o per una visita alla Chiese di S. Antonio, di S. Urbano e a quella di S. Francesco, entrambe del XIV secolo. L'itinerario verso Ripa Teatina, porta all'esplorazione di una zona ad alta vocazione viticola dove sono però poche le cantine private ed il vino viene ancora conferito in cantine cooperative. Di qui si scende verso la Val di Foro, dal nome del fiume omonimo, nel territorio di Villamagna, paese immerso tra i vigneti. A pochi chilometri troviamo Vacri, seguita da Fara Filiorum Petri, Guardiagrele e, salendo, Pretoro, suggestivo paesino quasi scolpito nella Majella, dove è diffuso l'artigianato in legno. Siamo ormai giunti nei pressi di Passo Lanciano (1306 metri), della Majelletta (1995 metri) e del Blockhouse, località per lo sci in inverno, e per il trekking d'estate. Prossima è Rapino, interessante per la manifattura delle ceramiche e per il sito archeologico "Grotta del Colle", dove sono state trovate la tavola di Rapino, in esposizione oggi a Mosca, e la Dea di Rapino conservata al Museo di Chieti. In questa regione, il microclima montano e la vicinanza al mare, hanno permesso un notevole sviluppo delle coltivazioni della vite e dell'olivo. La zona di Bocca di Valle, è inoltre ricchissima di specie botaniche, e di fauna: lupo e l'orso marsicano, la lontra, il camoscio, i falchi e gli scoiattoli. Proseguendo in direzione est, si arriva ad Orsogna, Città del Vino, conserva preziose testimonianze di antiche monete romane di età imperiale, e si pregia di una bella Croce di Nicola da Guardiagrele conservata nella chiesa barocca di S. Nicola. Deviando a sinistra, poco dopo Orsogna, si può arrivare al borgo e al Castello Ducale di Crecchio, che ospita il Museo dell'Abruzzo bizantino e Alto Medioevale, la più importante esposizione del periodo fra tarda antichità e alto medioevo. Ultima tappa, Ortona, situata su un promontorio a picco sul mare, conserva i resti del Castello Aragonese fatto costruire da Alfonso d'Aragona nel 1445 e la duecentesca Torre dei Baglioni, nonché la rigorosa Cattedrale di S. Tommaso Apostolo ricostruita dal '300 al '600.
LA STRADA DEL VINO DELLE COLLINE APRUTINE
La Strada del vino delle Colline Aprutine parte dalla costa fino ad arrivare alle propaggini del Gran Sasso, attraverso un territorio in cui la coltivazione dell'olivo si mescola a quella della vite, in particolare dei vitigni Montepulciano, Trebbiano d'Abruzzo e, soprattutto, Chardonnay. I prodotti tutelati in questa strada sono infatti il Montepulciano d’Abruzzo Doc, e il Trebbiano d’Abruzzo Doc ma anche l’olio extravergine d’oliva Aprutino Pescarese Dop. L'itinerario inizia a Montesilvano, fondata nel 1296 da Federico II di Svezia, è circondata dalle antiche mura e dalle porte medievali che regolavano l'accesso alla città. Numerosi i Palazzi gentilizi che si possono ammirare lungo il corso Vittorio Emanuele: Palazzo Baronale, il più antico è del 1699; Palazzo Crognale, ritrovo di musicisti di inizio secolo; Casa Di Giampietro al civico 14; Palazzo Coppa Zuccari, con cortile a cielo aperto e cisterna privata mentre all'inizio del corso si erge la Torre campanaria della bellissima Collegiata di S. Michele Arcangelo. Scendendo poi verso Picciano, dopo aver costeggiato i fiumi Saline e Fino, si entra nell'antica terra dei Vestini. Picciano fu fondata nel 949 d. C., e grazie al Convento dei Benedettini rappresentava uno dei centri culturali della regione fino al 1400. Da vedere oggi, ci sono il Museo delle Arti e Tradizioni Contadine, il Parco botanico, e la fornita biblioteca con circa 800 volumi e una ricca videoteca sulle arti e sulle tradizioni popolari abruzzesi. Attraversando una bella strada panoramica, da Picciano si arriva a Penne, estesa su quattro colli, su due dei quali sorge il centro storico, gode di una splendida vista sul Gran Sasso. Qui i turisti non possono perdersi il Duomo, e una visita alle sette Chiese, tra cui la duecentesca Chiesa di Sant'Agostino anche detta di S. Gabriele, e la Chiesa di S. Domenico, mentre l'Oasi Naturale della Riserva del Lago di Penne è un paradiso per chi ama la natura, con i suoi percorsi, e le escursioni di birdwatching insieme agli operatori del wwf. Dopo Farindola, passando per Montebello di Bertona, un borgo raccolto intorno all'antico Castello, da cui si gode un bel panorama della valle del Tavo, ci si imbatte in Carpineto della Nora, altro borgo in pietra, poco distante dall' Abbazia fortificata di S. Bartolomeo. Tappa successiva è Loreto Aprutino con la Chiesa dedicata a S. Pietro Apostolo nel XV secolo, fino a giungere a Pianella, cittadina cinta da mura medioevali che conserva la Chiesa di S. Angelo o di S. Maria Maggiore del XII secolo, considerata monumento nazionale, per il Portale, il pulpito duecentesco e gli affreschi del XV secolo. Procedendo in direzione di Pescara, tra vigneti e oliveti, si arriva a Spoltore, caratteristica per i vicoli e le piazzette suggestive, per il vecchio Castello e pe l'antico Convento francescano del 1488. Solo 10 km ancora, per trovarsi di fronte il Gran Sasso e la Majella ad Ovest e il mare ad Est.
LA STRADA DEL VINO TRATTURO DEL RE
Così denominata per via dei greggi che qui transitavano verso la pianura, la Strada del Vino Tratturo del Re parte da S. Vito Marina, e da quelle terre che ispirarono D'Annunzio e che si affacciano sul Sangro, e sulle colline dove i vigneti di Montepulciano, Trebbiano e Sangiovese si alternano ai campi di frutta e di ortaggi. Percorrendo 5 km verso nord, dopo il bivio di S. Apollinare, si sale verso Frisa per arrivare fino a Rocca S. Giovanni. Una sosta a Lanciano, permette di scoprire una tra le più affascinanti città della regione - importante centro commerciale nel Medioevo – ospita la cinquecentesca Cattedrale di S. Maria del Ponte (eretta su tre archi del distrutto ponte Diocleziano del III secolo), vicino alla centrale piazza Plebiscito. Non lontano, si trovano la Chiesa di S. Maria Maggiore (1227), sicuramente tra le Chiese più belle della regione con la facciata in pietra arenaria e un bel Portale, e la Chiesa del Purgatorio. Famosissima è la Chiesa di S. Francesco, in cui sono custodite le preziose reliquie del Miracolo Eucaristico di Lanciano, quando nel VII secolo l'ostia e il vino dell'Eucarestia si sarebbero trasformati in carne e sangue. Sulla parte alta di Lanciano, si erge la superba Abbazia di S. Giovanni in Venere, in cui ammirare lo splendido Portale marmoreo duecentesco e l'elegante rivestimento delle tre Absidi in corrispondenza della Cripta. In pochi chilometri si arriva a Casoli, cittadina edificata intorno all'anno mille e dominata dal Castello del XV secolo e dalle Chiesa di Santa Maria Maggiore e Santa Reparata. La sosta successiva è a Lama dei Peligni, dove si trovano la Riserva Naturale, il Museo Archeologico Naturalistico con l'annesso Giardino Botanico, ma anche la Chiesa di S. Antonio e il Convento della Misericordia. Non lontano, si possono raggiungere la Grotta del Cavallone, ricca di stalattiti, resa famosa da Gabriele D'Annunzio nella Figlia di Iorio, e la Grotta di S. Angelo nel territorio di Palena. Da Lama dei Peligni si può proseguire, attraverso la Fondo Valle del Sangro, fino ad arrivare a Casalbordino, suddivisa tra il lido, e la città alta, con le colline coltivate a vigneti. Da non perdere, una sosta al caratteristico Faro di Punta Penna con il piccolo porto, e una visita al vicino Santuario di S. Maria della Penna. La Strada del Vino Tratturo del Re si conclude infine a Vasto tra le città più popolate dal turismo estivo, il cui centro storico ospita l'antico Castello, la Chiesa di Santa Maria Maggiore con i dipinti della scuola di Tiziano e del Veronesi e il Palazzo d'Avalos che ospita un ricco Museo Civico.
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