C'era di tutto in quell'enorme cumulo di rifiuti che si estendeva per oltre duemila metriquadrati andato a fuoco all'alba di ieri. Ci sono volute autobotti e squadre dei vigili del fuoco di Chieti, Ortona, Pescara e Teramo e persino un elicottero che hanno lavorato circa sette ore per domare le fiamme divampate nella discarica di via Tirino, (vicino al Megalò), gestita dalla Ecoadriatica srl. I vigili hanno lavorato comunque fino a tarda sera per bonificare l'area e tentare di contenere la propagazione delle sostanze. La polizia pensa che le fiamme siano di natura dolosa avendo trovato all'interno del deposito tre focolai.
Il fuoco si è alzato verso le 3,30. Le fiamme sono state notate da un automobilista che ha avvertito il «115».
LA DISCARICA BRUCIA. Il deposito si trova nelle vicinanze del centro commerciale Megalò, appartiene alla EcoArbuzzo mentre la discarica è gestita della Ecoambiente srl, dei fratelli Massimo e Roberto Bellia e della madre Rina Santeusanio.
FUMO TOSSICO. L'incendio si è propagato in poco tempo e immediatamente ha prodotto una nuvola di fumo nera sprigionando certamente sostanze tossiche, (considerato che nella discarica c'erano plastica e pneumatici), allo studio degli esperti dell'Arta. Il fumo intenso ha prodotto un odore acre che si è propaganto per tutta la zona circostante. Il maleodore è stato avvertito fino a Ortona e nella parte alta della città dove si è sentito durante tutta la notte appena trascorsa. I vigili del fuoco hanno lavorato fino alle 11 di ieri mattina per spegnere le fiamme ma hanno continuato nelle operazioni di bonifica fino a tarda sera.
IL DOLO. Sul posto sono arrivati gli uomini della volante della polizia, coordinati dalla dottoressa Patrizia Traversa. Anche se non ci sono, per ora, elementi tecnici evidenti, gli investigatori ipotizzano il dolo perché all'interno del deposito sono stati trovati 3 focolai.
Leggi »









