Diecimila euro in un mese. È quanto Fabio Orta prometteva come stipendio agli uomini della sua organizzazione, un’associazione internazionale finalizzata al traffico di stupefacenti e automobili sgominata lunedì dalla mobile di Pescara con undici arresti. Tra il 2006 e il 2009 la banda ha portato in Abruzzo e nelle Marche fiumi di cocaina. E il vertice dell’associazione criminale poteva promettere stipendi altissimi. La roba che arrivava dall’Albania via Milano era di prima qualità, mentre il suo costo era bassissimo: non veniva pagata in contanti ma consegnando alla malavita albanese auto di grossa cilindrata.
«Possiamo guadagnare diecimila euro a testa al mese senza che ci impazziamo», spiega Orta in una conversazione telefonica intercettata dalla polizia. Ad ascoltarlo c’è Fuat Mezini, albanese di 29 anni residente a Castellafiume, in provincia dell’Aquila. I due parlano dell’arrivo di tre «peluche», ossia panetti di cocaina da circa 650 grammi l’uno. Rivenduti, avrebbero fruttato all’a ssociazione 390 mila euro.
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