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La Fortezza di Civitella del Tronto: storia, natura e gastronomia
Civitella del Tronto, tra i borghi più belli d'Italia, è un comune di 5.432 abitanti a soli 15 km a nord dalla città di Teramo, appartenente alla Comunità montana della Laga.
Situata su una rupe di travertino all'altezza di 589 s.l.m., con splendide vedute della Montagna dei Fiori, Campli, del Monte Ascensione e persino del Mare Adriatico, Civitella si trova in una posizione strategica nei pressi del fiume Tronto, scelto dagli Angioini e dai papalini nel XIII sec. come linea di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli.
E' per questa ragione che la città divenne un baluardo militare, sede di una fortezza, che con i suoi 25.000 metri quadrati di superficie, e 500 metri di lunghezza, rappresenta ancora oggi una delle opere d'ingegneria militare più importanti d'Italia.
La Fortezza di Civitella del Tronto, così come la vediamo oggi, fu fatta costruire a partire dal 1559 sotto il regno di Filippo II di Spagna, che demolì le precedenti fortificazioni angioine ed aragonesi, facendo erigere mura di cinta più spesse ed inclinate, capaci di resistere agli attacchi dei cannoni.
Dopo aver sopravvissuto a numerosi assalti, nel marzo 1861 fu smantellata dall'esercito sabaudo, che la conquistò in nome di Vittorio Emanuele II e dell'Unità d'Italia.
Abbandonata per più di 100 anni, è tornata all'antico splendore dopo lunghi lavori di restauro, iniziati negli anni settanta ed ultimati nel 1983, sotto la supervisione della Soprintendenza BAASS dell’Aquila.
Dell'Italia, la via più stretta
Dell'Italia, la via più stretta
All'interno della Fortezza, un'incantevole susseguirsi di stradine, case in pietra e scalinate, si alterna oggi a deliziosi caffè e rinomati ristoranti. Tra i vicoli, spesso ciechi, la “Ruetta, dell'Italia la via più stretta”, un angusto passaggio strategico per i militari che volevano seminare i nemici.
La parte difensiva del forte è quella rivolta ad est, il versante est meno aspro naturalmente e quindi più esposto agli attacchi, mentre sugli altri lati si trovavano gli edifici di servizio e le unità abitative (esclusive per i militari s'intende, e non per i cittadini).
Nel Corso principale, cuore della vita extra militare del Forte, si possono osservare i resti degli alloggiamenti della guarnigione, suddivisi tra quelli della truppa e quelli dei sottoufficiali, per un totale circa di 513 uomini all'epoca della sconfitta del 1861. Da notare la pavimentazione di questa via, molto meglio conservata di quella - moderna - delle piazze.
Dopo aver percorso il secondo camminamento coperto, si giunge nella prima piazza del Forte, chiamata del Cavaliere, e utilizzata come piazzale per l’addestramento delle truppe. Qui si ergeva, fino al 1861, un monumento marmoreo funebre dedicato a Matteo Wade, (eroico comandante irlandese durante l’assedio contro i francesi di Gioacchino Murat nel 1806), oggi posizionato in Largo Rosati, lungo il Corso principale del sottostante paese.
Sull'acropoli, il punto più alto della Fortezza a 650 mt. s.l.m., s'incontra l'ultima e la più vasta piazza, la “Gran Piazza”, dove risiedeva il fulcro del comando militare e politico, il Governatore spagnolo con la sua famiglia.
Il Palazzo del Governatore, inaugurato nel 1574, era un enorme edificio a due piani, con un proprio panificio, una propria cisterna e propri magazzini viveri.
Le mura della fortezza A memoria di questa importante figura, si svolge in agosto, “La cena del Governatore”, una rivisitazione storica con menu tipico e spettacoli in costume che fanno rivivere l'atmosfera e i fasti del tempo.
La Chiesa di San Lorenzo Martire
Due sono le prove principali dell'impronta spagnola nell'architettura della fortezza: la prima, la presenza di ben 5 cisterne per la raccolta e la purificazione dell'acqua, costruite sul modello di quelle presenti in Spagna. Tutte le vie della fortezza, inoltre, erano state pavimentate, proprio per favorire il flusso dell'acqua nelle aree di raccolta.
La seconda prova, è la stretta vicinanza dei luoghi di potere militare e politico ai luoghi di culto religiosi, come la cappellina di S. Barbara, di lato alla caserma, e la più importante Chiesa di S. Giacomo, vicina al Palazzo del Governatore. Questa Chiesa, aperta nel 1604, fungeva anche come luogo di sepoltura dei militari morti in servizio, così come segnalano le croci sul pavimento in prossimità delle fossi comuni ancora oggi visibili nei pressi dell'altare.
Di grande bellezza è la Chiesa di San Lorenzo Martire, che nel 1557 dopo l’ennesimo assedio alla roccaforte, venne distrutta e ricostruita senza badare a spese, in prossimità di Porta Napoli. A dispetto dell'aspetto esterno, l'interno è ricco in decorazioni e prezioso nell'arredamento e conserva la croce e la statua bronzea di Sant’Ubaldo, che reca in mano una miniatura di Civitella.
Il museo delle armi
Negli spazi che anticamente servivano come mense, cucine, e "Gran Magazzino dell’Artiglieria", è oggi ospitato il Museo di Civitella del Tronto, inaugurato nel 1988, che vanta una ricca collezione di armi, divise e documenti del periodo borbonico. Per info: 0861-91588 o 333-9030360.
Nei dintorni.
Le Gole del Salinello
Numerosi sono gli itinerari religiosi e naturalistici: l' Abbazia di Montesanto, il santuario di S.Maria dei Lumi, le Grotte di Sant’Angelo e Salomone, le Gole del Salinello, dove è possibile incontrare l’aquila reale, lo sparviero, il falco pellegrino, il gheppio, e il picchio muraiolo.
Gastronomia: i “maccheroni al ceppo” (tipo di pasta fatta in casa, arrotolata intorno ad un bastoncino detto “ceppo”), celebrati durante “la sagra delle ceppe” che si tiene in luglio;
I maccheroni al ceppo il “filetto alla Borbonica” (piatto storico composto da una fetta di pane, una spessa fetta di carne, mozzarella e acciughe, insaporito dalla marsala); lo “spezzatino alla Franceschiello” (pollo, agnello, salsa, piccante, sottaceti e vino bianco).
Come arrivare: dalla SS81 Teramo-Ascoli Piceno, prendere uno dei tre bivi per Civitella Del Tronto; si sale all'abitato in meno di dieci minuti. Dalla SS16 Adriatica, all'altezza del confine tra Giulianova e Tortoreto Lido, prendere la provinciale che risale la valle del fiume Salinello; seguire questa strada e le indicazioni per Civitella. Sempre dalla SS16, all'altezza del confine tra i comuni di Alba Adriatica e Martinsicuro, prendere la provinciale che risale la valle del Vibrata e seguire le indicazioni per Civitella.
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Commenti recenti
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Hi
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Per altre info vi rimando a
-
Alcuni alleati di Berlusconi
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ma che sono i giorni della
-
E ti sembrano niente 2 anni?!





