Storia

Cartina dell'Abruzzo AnticoLa nascita dell'Abruzzo come unità amministrativa può essere datata nel 1231, quando Federico II re di Sicilia - conosciuto anche con l'appellativo "stupor mundi" - nonchè Sacro Romano Imperatore, nell'agosto di quell'anno con la "Costituzioni di Melfi", suddivise il territorio del regno in undici "giustizierati" (distretti ammministrativi), tra cui il Giustizierato d'Abruzzo (Justitiaratus Aprutii), attivato poi nel 1233 con sede a Sulmona.

Precedentemente il territorio abruzzese era suddiviso in sette "gastaldati" longobardi assegnati in parte al Ducato di Spoleto ed in parte a quello di Benevento, mentre ancora prima, in epoca romana dopo il riordinamento dei territori effettuato da Augusto, gli antichi popoli che abitavano le terre abruzzesi (Carricini, Equi, Frentani, Marrucini, Marsi, Peligni, Piceni, Pretuzi, Sanniti, Vestini) erano stati annessi dai romani in parte al Regio IV Samnium ed in parte al Regio V Picenum.

Negli anni seguenti il Giustizierato d'Abruzzo fu considerato un distretto troppo esteso per essere ben amministrato e difeso, trovandosi al confine settentrionale del regno, così il 5 ottobre 1273 Carlo I d'Angiò, re di Napoli e Sicilia sancì col diploma di Alife la suddivisione dell'Abruzzo in base al confine naturale del fiume Pescara: a nord il Giustizierato d'Abruzzo Ulteriore (Ultra flumine Piscaria) Stemma Abruzzo Citeriore ed a sud il Giustizierato d'Abruzzo Citeriore (Citra flumine Piscaria).

L'Abruzzo Citra o Abruzzo Citeriore comprendeva gran parte dell'attuale provincia di Chieti con sede amministrativa Chieti. Abruzzo Ulteriore: stemma

L'Abruzzo Ultra o Abruzzo Ulteriore occupava la Marsica, le conche peligna e aquilana e il territorio compreso fra il Tronto e il Pescara, con L'Aquila capoluogo.

Sin dalle prime invasioni longobarde buona parte dell'economia in Abruzzo era gestita dai monasteri benedettini (come l'abbazia di San Clemente a Casauria). Molti di questi monasteri, grazie ai privilegi ottenuti nel corso del tempo, erano diventati delle vere e proprie signorie locali, con una sovranità territoriale che spesso era causa di contrasti con i feudatari laici.

Così, a partire dal XIII secolo, le dinastie regnanti iniziarono ad incentivare il monachesimo cistercense a discapito di quello di origine benedettina, infatti molti monasteri benedettini furono convertiti alla nuova regola che, limitando l'accumulazione di beni materiali alle risorse necessarie per la produzione artigianale e agricola, precludeva al clero ogni possibilità di costituire patrimoni e signorie feudali. Santa Maria Arabona: Manoppello

Lo stesso Carlo I fondò le abbazie cistercensi di Santa Maria della Vittoria a Scurcola Marsicana e favorì la filiazione della storica abbazia di Santa Maria Arabona nel comune di Manoppello.

In epoca aragonese (dopo il 1441) i giustizieri furono sostituiti con funzionari regi ed i distretti territoriali del Regno di Napoli vennero chiamati più semplicemente province.

Nella prima metà del XV secolo la pastorizia abruzzese era molto fiorente. Si calcola che vi fossero oltre 3 milioni di ovini e 30.000 pastori e che almeno metà della popolazione d'Abruzzo dipendesse, direttamente o indirettamente, dalla pastorizia.

Nel 1447 Alfonso I varò una serie di leggi, fra cui l'imposizione ai pastori abruzzesi di svernare entro i confini del regno, nel Tavoliere, dove molti dei terreni coltivati furono trasformati anche forzatamente in pascoli.
Istituì inoltre l'importantissima rete dei tratturi che dall'Abruzzo conducevano alla Capitanata e la Dogana delle pecore, istituzione predisposta per la manutenzione dei tratturi e la tutela giuridica dei pastori.
La Maiella La politica del re era diretta ad incentivare la pastorizia e la transumanza entro i confini del regno, ed infatti questi provvedimenti risollevarono l'economia delle città interne fra L'Aquila e la Puglia. Precedentemente le risorse economiche legate alla pastorizia transumante dell'appennino abruzzese si disperdevano nello Stato Pontificio, dove fino ad allora avevano svernato le mandrie.

Nel XVII secolo l'Abruzzo Ultra II con capoluogo Teramo fu scorporato dall'Abruzzo Ulteriore. Durante il dominio napoleonico (1806-1815) con l'annessione all'impero di Napoleone l'Abruzzo seguì le sorti del Regno di Napoli, così come dopo la Restaurazione con il ritorno dei Borbone, infatti nel 1816 il Regno di Napoli, e con esso l'Abruzzo, fu di nuovo formalmente unito al regno di Sicilia nel Regno delle Due Sicilie.

Il Regno delle Due Sicilie conservò il sistema amministrativo napoleonico ed ebbe fine nel 1860 con la spedizione dei mille e l'unità d'Italia.

In sintesi, sin dalla nascita nel 1231 l'Abruzzo è stato parte integrante del Regno di Sicilia (1130-1816), poi divenuto Regno di Napoli (1263-1816) ed infine Regno delle Due Sicilie (1816-1860).

Il Risorgimento (1814-1870) in Abruzzo fu rappresentato da figure storiche importanti come Gabriele Rossetti, Silvio Spaventa e Cesare de Horatiis finchè nel 1861, con il raggiungimento dell'unità d'Italia, l'Abruzzo viene formalmente istituito come "regione" Abruzzi, comprendendo anche il futuro Molise, e con capoluogo la città di Aquila degli Abruzzi (poi divenuta L'Aquila).

Tra il 1861 ed 1870, a causa del deteriorarsi delle condizioni socio-economiche della popolazione abruzzese, ebbe un forte sviluppò in Abruzzo il fenomeno dell'emigrazione e del brigantaggio "legittimista", cioè favorevole al ritorno dei Borboni e da questi favorito. Sulla Majella viene scolpita sulla roccia la Tavola dei Briganti con l'iscrizione: "Nel 1820 nacque Vittorio Emanuele re d'Italia. Prima era il regno dei fiori, oggi è il regno della miseria." La repressione del nuovo stato unitario fu durissima ed in Abruzzo furono uccisi 1.184 briganti. I gruppi di briganti che operavano nei territori della Majella e del Morrone, attivi dal 1861 al 1867, erano circa una decina e passarono alla storia con la denominazione comune di Banda della Majella.

Nel 1878 viene completato il prosciugamento del lago del Fucino.

Nel 1863 nasce a Pescara, Gabriele d'Annunzio.

Nel 1866 nasce a Pescasseroli, Benedetto Croce.

Nel 1900 nasce a Pescina, Ignazio Silone.

Nei primi 20 anni del 900 l'Abruzzo vede emigrare molti abitanti verso le Americhe, mentre tra il 1925 e il 1940 l'emigrazione si dirige verso le colonie d'Africa.

Nel 1927 l'Abruzzo perde 1362 km² di territorio (e 70.000 abitanti) poichè 17 comuni aquilani confluiscono nella provincia laziale di Rieti.

Nel 1939 la città di Aquila degli Abruzzi cambia il nome in L'Aquila.

Durante il secondo conflitto mondiale l'Abruzzo pagò un alto tributo di sangue, a causa degli intensi bombardamenti del 1942-1943, dei numerosi lager istituiti dai nazisti e degli aspri combattimenti sulla linea Gustav, la linea di difesa tedesca che andava dalla valle del Sangro al Tirreno. Sulmona fu ripetutamente bombardata con ingenti danni al patrimonio edilizio e alle infrastrutture. Pescara subì pesanti bombardamenti nei quali rimasero uccise 3.000 persone e fu distrutto o danneggiato l'80% degli edifici della città. Avezzano, appena ricostruita in seguito al terremoto, fu in gran parte rasa al suolo. Ortona fu teatro di una cruenta battaglia che causò migliaia di vittime e la distruzione totale della città. L'Aquila durante i bombardamenti dell'8 dicembre del 1943 perse la stazione e molti edifici pubblici e privati. Rappresaglie di ogni tipo furono compiute dai tedeschi in tutta la Regione. Il 21 novembre 1943 a Pietransieri, nei pressi di Roccaraso vennero trucidati centoventotto civili su una popolazione di cinquecento abitanti. L'Abruzzo si mise in luce durante gli anni della "Resistenza" con la Brigata Maiella, i partigiani raggrupati da Ettore Troilo sin dall'autunno del 1943 combatterono strenuamente contro l'esercito tedesco, mentre la città di Lanciano fu teatro di una grande azione di resistenza quando nell'Ottobre del 1943 gruppi di giovani si sollevarono contro l'invasore tedesco. Negli anni 60 Lanciano fu insignita della medaglia d'oro al valor militare per la Guerra di Liberazione. Nel mese di Giugno del 1944 l'Abruzzo fu liberato dalle truppe britanniche e statunitensi accolte trionfalmente dalla popolazione.

Nel dopoguerra si sviluppò la grande emigrazione verso il nord-Europa mentre negli anni '60 il flusso migratorio si diresse verso le città del nord-Italia.

Il 27 dicembre 1963 venne istituita la regione Molise e l'Abruzzo perse il territorio della Provincia di Campobasso.

Nel 1968 venne iniziato il Traforo del Gran Sasso e nel 1982 aprirono i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.